La settimana santa

Data:
29 Marzo 2018 00:00 - 30 Gennaio 2018 00:00
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Il Giovedì santo, tardi, dopo la Messa "in coena Domini", ha luogo la processione "de sas chilcas" ovvero la ricerca, da parte delle "Marie" insieme al simulacro della Madonna Addolorata, ospitata dalla chiesa di "Convento", del Cristo morto attraverso le vie del paese fin nelle chiese dove sono stati allestiti i Sepolcri. E’ questa la medesima processione che è partita nel pomeriggio dalla chiesa di "Convento" alla volta della Basilica per la celebrazione della Messa.
Il Venerdì è la giornata più densa di eventi e di emozioni, quella che vede la maggiore partecipazione dei fedeli. La mattina, nella chiesa di "Convento", alla presenza del sacerdote che recita il Miserere e della confraternita di Convento si inchioda alla croce il simulacro di Cristo. E’ questa la rappresentazione della crocifissione di Gesù o "Ingravamentu".
Subito dopo, intorno alle 11.00, un penitente, accompagnato dalla sola confraternita di Convento e dai fedeli, porta a spalla, senza alcuna sosta sino alla Basilica, "sa contra rughe", una pesante croce di legno che sarà inalberata al centro del transetto e costituirà il supporto alla croce sulla quale è stato inchiodato, nella chiesa di "Convento", il simulacro di Cristo. Verso mezzogiorno, sempre dalla chiesa di "Convento", parte diretta in Basilica, la processione con il Crocifisso. Al termine dell’omelia la processione fa rientro in "Convento" accompagnata dai cori che, dietro il simulacro dell’Addolorata, eseguono lo Stabat Mater sequentia. La processione pomeridiana si snoda attraverso le vie del paese fino alla Basilica: i cori, disposti a semicerchio dietro l’Addolorata e il sacerdote, cantano lo Stabat Mater sequentia. Nella Basilica di Santa Maria della Neve ha luogo la paraliturgia della deposizione vissuta come un atto drammatico che si rappresenta da molto tempo. Al termine della paraliturgia si forma nuovamente una processione che, a sera tarda, fa lentamente rientro alla chiesa di "Convento" dove i cori, prima che la lettiga con il Cristo morto sia deposta dai confratelli e lasciata alla devozione dei fedeli, concludono il canto del "Miserere".
Testo tratto da Senafer - CD Multimediale, sito web
 
 

Ultimo aggiornamento

Domenica 23 Maggio 2021